La storia della Associazione Pro Maniago parte da lontano, ben prima del 1968, anno della sua fondazione ufficiale. Già nel 1947, era attivo un gruppo di giovani, che spontaneamente aveva dato vita alla Associazione Pro Maniago, presieduta allora da Germano Beltrame. Era un periodo fertile di iniziative e nuove proposte culturali, segnato dalla volontà di ricostruire un tessuto sociale andato perduto negli anni del secondo conflitto mondiale. Non mancavano, tuttavia, difficoltà e problemi, tanto che nel 1965 una dichiarazione del sindaco Ermanno Rigutto conferma “la non esistenza di alcuna Pro Loco”. Sarà il rinnovato impegno di alcuni volontari, soprattutto di Aldo Mazzoli, primo Presidente della nuova Pro Maniago, a dare il giusto slancio ad una associazione che tanto aveva da offrire per valorizzare usi e costumi, tradizioni, qualità e bellezze paesaggistiche di un territorio ricco di storia e umanità.
La rinata Pro Maniago, riconosciuta da tutti come sodalizio guida nell’ambito associativo locale, si propone fin da subito con una corposa serie di iniziative ricreative e culturali, molte di elevato spessore, come il raduno regionale dei Reduci di Russia nel 1969, presente lo scrittore Giulio Bedeschi o l’incontro con il poeta americano Ezra Pound nel 1970. Il momento tanto atteso sono i festeggiamenti settembrini, con programmi che, rinnovati nel tempo, hanno sempre avuto la capacità di aggregare tutte le fasce di età. I fuochi d’artificio e la tombola la sera dell’8 settembre, unitamente alla grandiosa Pesca di beneficenza, hanno sempre fatto da cornice ai protagonisti in Piazza Italia: grandi complessi e cantanti, da Claudio Villa a Orietta Berti, da Milva a Raf, e ancora l’Equipe 84, i Dik Dik, Fausto Leali, Elio & le Storie Tese, Edoardo Bennato; impegnative competizioni sportive alla presenza di ospiti come Felice Gimondi o Helenio Herrera, ma anche corse amatoriali come la Maniago pedala o i tornei di beach volley in piazza; importanti mostre quali la Storica e Campionaria delle coltellerie, precursore di quello che sarebbe diventato il Museo dell’Arte Fabbrile e delle Coltellerie, accanto a quelle allestite con gli appassionati di filatelia, fotografia, pittura e traforo.
Particolarmente significativa è l’attività editoriale che la Pro Maniago ha svolto negli anni, dallo storico numero unico de Il Colvera (1971) alle pubblicazioni legate al Millenario di Maniago (1981) alla Guida verde, strade, stradine, sentieri di Maniago e dintorni (1994), dalle raccolte fotografiche Maniago a nozze (1997) e Giovani a Maniago (1998) ai due video Maniago, storia, ambiente, economia (1997) e Nozze storiche (1998), e ancora Sposarsi …ieri e Per verba de presenti, matrimoni a Maniago nel ‘700 (1997), oltre al periodico La Piazza, pagine di informazione e cultura locale, uscito dal 1997 al 2002 e il Concorso Letterario giallo noir Lama & Trama, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale.
Per diversi anni la Pro ha gestito l’Ufficio Turistico nella sede delle Vecchie scuderie di Palazzo d’Attimis e collaborato attivamente con il Comitato Provinciale per la Prosa di Pordenone nell’organizzare a Maniago le Rassegne teatrali con spettacoli che hanno visto salire sul palcoscenico del Verdi attori di prestigio come Peppino De Filippo, Renato Rascel, Gino Cervi, Olga Villi, Paolo Poli, solo per citarne alcuni. E che dire del mitico Cino Tortorella, meglio conosciuto come il Mago Zurlì dello Zecchino d’oro, conduttore delle affollatissime serate del Cantavalcellina?
In tempi più recenti, la presenza della Pro Maniago si è fatta attenta anche sul fronte della solidarietà, collaborando con realtà locali per iniziative a sostegno di soggetti in difficoltà; tra le tante, una menzione va alla Cena in bianco, appuntamento con finalità benefiche, assai partecipato da molti maniaghesi.
Socio fondatore della Associazione fra le Pro Loco del Friuli Venezia Giulia e del Consorzio fra le Pro Loco Cellina Meduna, in questi anni la Pro Maniago ha mantenuto il proprio carattere di Associazione che, grazie alla preziosa collaborazione di tanti volontari, fa conoscere e apprezzare Maniago e le sue eccellenze.

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