La strategica posizione di Maniago lungo la pedemontana del Friuli Occidentale ha sempre permesso alla cittadina di svolgere un ruolo importante nel contesto viario che conduceva dalla pianura ai passi montani, attraverso le valli dei torrenti Cellina, Colvera e Meduna. Tracce di presenza umana riferite al periodo Neolitico sono state rinvenute nella profonda caverna chiamata Bus da li Anguani, alle pendici del monte San Lorenzo, ma evidenti sono anche le testimonianze che rimandano ai Longobardi, ai Celti e ai Romani.  Si deve proprio a questi ultimi l’origine stessa del nome Maniago, legato forse al locale proprietario di un terreno dopo la fondazione di Aquileia nel 181 a.C.; anche i Longobardi abitarono la zona dopo il 568, probabilmente ai piedi del vicino monte Fara, voce che in longobardo significa famiglia; di tale epoca sono alcuni frammenti scultorei murati sulla facciata del Duomo. 

Il primo documento scritto che riporta il nome di Maniago è il diploma del 12 gennaio 981 con il quale l’imperatore Ottone II di Sassonia conferma a Rodoaldo, fedele Patriarca di Aquileia, il possesso di alcune terre, tra cui la cortem que vocatur Maniacus (la corte che è chiamata Maniago). 

Il castello, i cui resti dominano ancora oggi l’abitato, viene edificato con una certa approssimazione intorno all’XI secolo, sempre per volere patriarcale che ne affida difesa e sfruttamento ad alcune famiglie del posto.

Dell’antico maniero, caduto nelle mani della Serenissima Repubblica di Venezia nel 1420, oggi sono ben visibili dalla piazza alcune mura, ma soprattutto la chiesa dedicata a San Giacomo, edificata nel 1291. Nel lungo periodo di possedimento veneziano, circa quattro secoli, Maniago si sviluppa notevolmente nelle attività artigianali, divenendo, per la sua peculiare arte fabbrile che prende piede proprio a partire da quegli anni, l’armeria della Serenissima. 

Dopo la caduta della Repubblica di Venezia nel 1797 ed il seguente breve dominio napoleonico, il territorio maniaghese viene definitivamente ceduto al Regno Lombardo-Veneto e dunque all’Impero Austroungarico. Durante il Risorgimento, a seguito della terza guerra di indipendenza, nel 1866 Maniago, così come il resto del Friuli, è annesso al Regno d’Italia con un plebiscito popolare. 

I due grandi conflitti mondiali del Novecento segnano il definitivo passaggio dalla gestione politica in mano ai conti d’Attimis Maniago a quella di Comune della Repubblica Italiana. 

(rielaborazione da “Guida verde” – ed. Comune di Maniago, 2016)